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assurda 
..anche le rose graffiano..
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-  Elisabetta I
   (C. Ericksonn)  
-  L'italiano senza errori

Ultimi film visti:
- Mai più come prima
- La notte prima degli esami
-  Ti amo in tutte le lingue del mondo
- Viva Zapatero

Ultimi libri letti:
- Il diario di Nina

   (N. Lugjenka)
-  La bella estate
  (C. Pavese)
 

Ultimo cd comprato:

- "Angeli e Ribelli"
    Alberto Cantone

 

Ultimi album scaricati:

- "L'isola non trovata"
    F. Guccini
- "25 años"
   Medina Azahara

Ultimo film scaricato:

- Memorie di una geisha



Ultima mostra visitata:

- Biennale, Venezia

Ultimo spettacolo teatrale visto:
 "Troiane" di Euripide
<con quell'ameba di Anna Valle
che faceva Elena..!!!>

Pensiero dell’oggi:

- “IL vero luogo natio è quello dove

per la prima volta si è posato uno

sguardo consapevole su se stessi:

la mia prima patria sono stati i libri.”

[Marguerite Yourcenar;

Memorie di Adriano

- "Perchè con questa spada io
uccido quando voglio..."
(F. Guccini, Cirano)

Libro di una vita:

"Dialoghi con Leucò"
     Cesare Pavese

               


         

Se Fossi...

Un mese: Settembre
Un giorno della settimana: Martedì
Un orario del giorno: L’una
Un pianeta:
Venere
Un animale marino: 
una medusa 
Un animale terreno: una rana
Una direzione:
sinistra
Un articolo di arredamento:
un quadro
Un peccato: ira
Un personaggio storico: Che Guevara o Alessandro Magno
Un liquido: Daiquiri Strawberry
Un albero : salice piangente 
Una pianta : Edera
Un uccello : aquila
Un arnese : penna 
Un'arma :
penna
Un fiore : rosa
Un evento atmosferico : pioggia
Una creatura mitologica : Medusa
Un colore : rosso
Un'emozione : amore
Una verdura : cipolla
Un suono : un fischio
Un elemento : aria o fango
Una macchina : una peugeot 206
Motorino : honda shadow ;)
Musica : Ska
Una canzone : Solamente Por Pensar (Ska-P)
Un film : Tempi Moderni (C.Chaplin)
Attore : Charlie Chaplin
Cantante : Guccini
Scrittore
: Cesare Pavese
Gruppo
: Ska-P

Un libro : No Logo
Un cibo : pizza
Una città : Atlantide
Un materiale : vetro
Un sapore : piccante
Un gelato : mela verde
Un profumo : muschio bianco
Una parola : libertà
Un oggetto : un libro
Una parte del corpo : occhi
Un'espressione del viso : sguardo
Una materia scolastica : Greco
Il personaggio di un cartone animato : Paperino

 


        
La lotta serve ancora, come e più di prima..
   Ma la guerra imperialista yankee no.

                   
 Ormai è tardi... l'hanno approvata:
      
 L'ennesima vergogna del governo B.

         

         
              


 

Diario | Poesie |
 
Diario
21086visite.

8 giugno 2006

The last..

È finito anche il liceo..
Ok ora ci sono gli esami, però quell'atmosfera magica tanto odiata, tanto amata, che tanto rinnegherò e rimpiangerò, alla fine mi mancherà..

Alla fine nonostante tutto ce l'ho fatta a resistere...
Sempre meglio di tanti falliti che pur avendone i mezzi e le possibilità si lasciano sfuggire le cose davvero belle della vita, quelle che ti fanno crescere, quelle che un giorno non potrai rimpiangere o capirne il rimpianto se non le hai vissute sulla tua pelle.

C'è chi può, chi non può, e chi sceglie da coglione di non potere.





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3 giugno 2006

Semplicemente.

Con una sbandata dopo tre anni cinque mesi e sei giorni ho distrutto la mia storia con Ale. Almeno l'amore, per fortuna non ci siamo persi.

E poi il volante della mia Ka tra le mani, la musica che andava a mille, quelle curve che conoscevo e temevo così tanto, quell'asfalto bagnato che scivolava sotto la gomma.

Non volevo uccidermi, non volevo distruggere la macchina, non sono uscita di strada apposta.

Avevo semplicemente messo in conto che avrebbe potuto succedere a quella velocità e in quelle condizioni.

Semplicemente non avevo paura di ciò che in cuor mio sapevo sarebbe successo.

E quando mi sono resa conto che la macchina sbandava e si dirigeva troppo veloce - il freno non l'ho toccato - verso quel palo, sapevo che sarebbe accaduto.

Sapevo anche che non mi sarei fatta niente. Non sapevo la piccola Babi-Ka si sarebbe distrutta.

Semplicemente avevo già vissuto nella mia mente le cosneguenze della velocità e della strada.

Non sono impazzita, non ho tentato in quella maniera il suicidio.

Semplicemente non avevo paura di morire.

Ho aperto gli occhi, ho visto che mi muovevo, ho pensato ad Ale e sono corsa fuori dall'auto.

Il resto è nulla. Le telefonate, le macchine fermate, il palo abbattuto, la Ka distrutta, le lacrime, le ore di ospedale, il collare, i dolori.

Il resto è nulla.

Ho perso la mia macchina e l'indipendenza.
Ho perso Ale e guadagnato l'indipendenza.

Sul piatto della bilancia, ho perso comunque troppo, in un solo Martedì.

Dovrò imparare a camminare da sola, adesso.





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27 maggio 2006

Lost identity

Mi sento come una maschera vuota.

Avrei dovuto morire quando ero felice.

Non ho più certezze.

Mi sento una foglia trasportata nel vento.

Immagini banali.

Non mi sento più io.

Dovevo uccidermi quando ero felice.

Dovevi strangolarmi quando ero felice.

Dovevamo morire quando eravamo felici.




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21 maggio 2006

Loneliness




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15 aprile 2006

Cohiba - Daniele Silvestri

C'è, in un'isola lontana, una favola cubana
che vorrei tu conoscessi almeno un po'
C'è un'ipotesi migliore, per cui battersi e morire
e non credere a chi dice di no

perché c'è

C'è un profumo inebriante che dall'Africa alle Ande
ti racconta di tabacco e caffè

C'è una voce chiara ed argentina, che fu fuoco e medicina
come adesso
è amore e rabbia per me

C'è, tra le nuvole di un sigaro, la voce di uno zingaro
che un giorno di gennaio gridò

C'è, o almeno credo ci sia stato, un fedelissimo soldato
che per sempre quella voce cercò

e che diceva

Venceremos adelante
o victoria o muerte
Venceremos adelante
o victoria o muerte


C'è, se vai ben oltre l'apparenza, un'impossibile coerenza
che vorrei tu ricordassi almeno un po'


C'è una storia che oramai è leggenda, e che potrà sembrarti finta
e invece è l'unica certezza che ho

C'erano dei porci in una baia, armi contro la miseria
solo che quel giorno il vento cambiò

C'era un uomo troppo spesso solo, e ora resta solo un viso
che milioni di bandiere giudò

e che diceva

Venceremos adelante
o victoria o muerte
Venceremos adelante
o victoria o muerte


L'america ci guarda
non proprio con affetto
apparentemente placida ci osserva

ma in fondo, lo sospetto
che l'america, l'america ha paura
altrimenti non si spiega come faccia
a vedere in uno stato in miniatura
questa orribile minaccia

por esto

Venceremos adelante
o victoria o muerte
Venceremos adelante
o victoria o muerte





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11 aprile 2006

Questa pazza gioventù

Mi mancava quel vagare tra i blog e passare dalla politica all'amore, dalle cazzate all'asilo, dai racconti alle foto.  Sono stata in stand by per troppo tempo.

Stasera non lo so che c'è preso.
Scavalcare recinzioni che sappiamo essere controllate in diretta dai dolci chebi e mettersi a ballare e cantare sui muretti con l'autoradio a palla. Eravamo tre pazze isteriche. Poi Ale che arriva su in bici, tra i colli, e correre a mostrargli dove ci siamo affiancate a un'auto dove dentro scopavano e suonare il clacson.. avevamo bisogno di un relax mentale e totale.

Voglio proprio bene a quelle due pazze isteriche che vivono di firme e votano UDC. Alla fine gli opposti si attraggono, è incredibile.

Tornando all'Assurda politica, è incredibile... anche Hu e Fe hanno votato UDC...ma come si fa, cazzo, come si fa... non dico di votare sinistra per forza, non sarebbe giusto obbligare anche quelle labili coscienze.. però un po' di lotta, dico! Che sia di destra, di sinistra non importa... io vorrei la LOTTA POLITICA! Capire che con la moderazione o l'apoliticismo non otterremo mai niente...

Vorrei urlare in piazza che questo mondo, questo paese fa schifo! Vorrei che tutti i giovani aprissero gli occhi e cominciassero a scendere in piazza con il Che nel cuore e il pugno alzato al cielo..

Illusioni e paranoie di una giovane liceale di sinistra. Potrebbe suonare bene come titolo di un libro.

Un po' più di pazzia... basta moderazione, in alto i pugni e fuori la voce! Sia anche solo per gridare cazzate sopra un muretto verso il cielo, ma facciamolo... non solo una sera ma sempre...

Il bello è che stasera non c'era neanche un goccio d'alcol. E' questo il bello di essere giovani.



E poi per fortuna che ho Ale.
Non solo l'amore ma anche un compagno.




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11 aprile 2006

Belpaese.

Pazzesco.
Non ci credo.
Come cazzo fanno tantissimi giovani a votare UDC!? ma dico, Casini!
Sono circondata da gente che non ha idee proprie, da gente che ascolta le vocine dei papi e dei nonnini, di gente che mi dice: "so di dover votare destra, anche se non so cosa di preciso, quindi mi hanno consigliato UDC che è moderato". Ma come cazzo si fa!?
Ma dico! E i grandi rivoluzionari che mi circondano - parlando sempre dei giovani eroi, di noi piccole leve che faremo grande il Paese futuro - mi si scoprono essere della Margherita!! Ma come fai a 18 anni ad essere moderato!? Ma che senso ha? Cazzo, idee rivoluzionarie un piffero! riformisti dei miei stivali!
E poi ti deridono se voti Ridondazione o i Verdi...
Se i miei coetanei sono il futuro dell'Italia, auguri!
Che mondo di merda...
E non commeto i risultati delle elezioni, che sennò le lacrime di rabbia cozzano contro i miei ideali.




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5 marzo 2006

Nietzsche dixit. La rivalutazione effimera e momentanea di un filosofo.

È proprio il liceo ciò che mi ha spinto a una fuga scoraggiata nella solitudine, appunto perché io sento che, se in questo campo la lotta non si conclude con una vittoria, tutte la altre istituzioni della cultura dovranno cedere.”

 

“Una scuola migliore non potrà avere a questo riguardo nessun altro compito, se non appunto quello di portare sulla giusta strada, con autorità e con dignitoso rigore, i giovani linguisticamente imbarbariti, e di esortarli così: “Prendete sul serio la vostra lingua!" Chi non riesce a sentire un dovere sacro a questo proposito, non possiede neppure il germe da cui possa sorgere una cultura superiore. Da ciò, ossia dal vostro modo di trattare la lingua materna, risulterà se voi apprezzate molto o poco l’arte. Se non riuscite a ottenere tale risultato da voi stessi, a sentire cioè un disgusto fisico di fronte a certe parole e a certe frasi del nostro gergo giornalistico, abbandonate senz’altro le aspirazioni alla cultura.”

 

“Il liceo, in base alla sua formazione originaria, non educa mirando alla cultura, ma solo mirando all’erudizione, e negli ultimi tempi esso dà l’impressione di non voler neppure educare ormai in vista dell’erudizione, ma di voler preparare per il giornalismo.”

 

“Noi troviamo ovunque la tendenza a trattare in modo storico-erudito la lingua materna. In altre parole, ci si comporta con essa come se fosse una lingua morta, e come se non esistesse alcun obbligo riguardo al presente e all’avvenire di questa lingua.”

 

“Al liceo, si imprimono le ripugnanti caratteristiche del nostro giornalismo estetico sugli spiriti ancora non formati degli adolescenti; al liceo è l’insegnate stesso a spargere i semi di un rozzo e deliberato fraintendimento dei nostri classici: tale fraintendimento si atteggia in seguito a critica estetica, e non è altro che un’impertinente barbarie.”

 

“L’aspetto individuale viene biasimato, ed è respinto dall’insegnante a favore di un contegno dignitoso, mediocre e privo di originalità. La piatta mediocrità, per contro, ottiene lodi, elargite a malincuore: la mediocrità infatti suole annoiare parecchio l’insegnante, e con buone ragioni”.

 

“Al liceo si presuppone la capacità di rappresentare quadri molto vasti, a un’età in cui ogni affermazione – pronunciata o scritta – costituisce una barbarie. Se pensiamo inoltre al pericolo che è connesso alla compiacenza di sé, facile a insorgere in quegli anni, se pensiamo al sentimento di vanità con cui l’adolescente vede per la prima volta allo specchio la propria immagine letteraria, nessuno potrà dubitare, abbracciando con un solo sguardo tutte queste conseguenza, che al liceo vengano inculcati continuamente nelle nuove generazioni tutti i mali del nostro ambiente letterario e artistico, ossia la tendenza a produrre in modo frettoloso e vanitoso, la smania spregevole di scriver libri, la completa mancanza di stile, un modo di esprimersi che non è stato affinato, che è privo di carattere o miseramente affettato, la perdita di ogni canone estetico, la voluttà dell’anarchia e del caos, in breve, tutti i tratti letterari del nostro giornalismo  al tempo stesso del nostro mondo accademico.

Pochissimi sanno che uno solo, forse, su molte migliaia è autorizzato a farsi sentire come scrittore, e che tutti gli altri, i quali tentino a loro rischio tale strada, meritano come ricompensa per ogni frase stampata, da parte di uomini veramente capaci di giudicare, una risata omerica: è davvero uno spettacolo degno degli dèi, infatti, il vedere un Efesto letterario che si avanza zoppicando, per offrirci qualcosa da bere.”

 

“La cosiddetta cultura classica, che dovrebbe uscire dal nostro liceo, mi appare come un qualcosa di assai dubbioso ed equivoco.”

 

“Riguardo alla pretesa che il liceo ha di inculcare la “cultura classica”, mi sembra trattarsi piuttosto di una scappatoia imbarazzante, da usare quanto da qualche parte venga contestata al liceo la capacità di educare alla cultura. Cultura classica! Espressione così carica di dignità! Essa fa vergognare l’assalitore, fa indugiare l’assalto.”

 

“Tale è la tattica del liceo, divenuta da lungo tempo abituale: a seconda della direzione risuona l’invito al combattimento, esso scrive sul suo scudo – certo non abbellito da distintivi di onore – uno di quei motti imbarazzanti, “cultura classica”, “cultura formale”, oppure “cultura per la scienza”; tre cose gloriose che purtroppo sono però in se stesse contraddittorie, o si contraddicono tra loro, e che potranno produrre soltanto un ircocervo della cultura, quando vengano congiunte a viva forza.”

 

“Une vera cultura classica è qualcosa di così incredibilmente difficile e raro, e richiede doti così complicate, che il prometterla come un risultato raggiungibile nel liceo rimane riservato unicamente all’ingenuità o alla svergognatezza.

 

“Il liceo ha trascurato sinora l’oggetto primo e immediato, da cui prende inizio la vera cultura, cioè ha trascurato la lingua materna.”

 

“A questo punto noi riconosciamo le conseguenze infauste del nostro attuale liceo: dal fatto che esso non è in grado di inculcare la cultura vera, e rigorosa, la quale è innanzitutto obbedienza e assuefazione, dal fatto che esso, nel migliore dei casi, raggiunge piuttosto il suo fine con lo stimolare e il fecondare gli impulsi scientifici, viene spiegata quella alleanza così frequente tra l’erudizione e la barbarie del gusto, tra la scienza e il giornalismo”

 

“No, miei studenti liceali, la Venere di Milo non vi importa nulla; ma importa altrettanto poco ai vostri insegnati, e questa è la disgrazia, questo è il segreto dell’odierno liceo.”

 

“Tale è la triste situazione dell’odierno liceo: le prospettive più ristrette sono in certo modo giustificate, perché nessuno è in grado di raggiungere, o almeno di indicare, il punto in cui tutte queste prospettive diventano errate.”

 

Nietzsche, "Sull'avvenire delle nostre scuole", seconda conferenza.

Io che concordo su estratti presi dalle parole solitamente vane di un filosofo, e che riporto gli stessi riferiti a troppo tempo fa.
Eppure non mi sembra che oggi le cose siano diverse.
Beata assurdità!

                      




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21 febbraio 2006

Dove sono finita?

Questo mi è stato chiesto.
Non lo so, dove sono finita.
Mi sono rifugiata nella mia assurdità per cercare di evitare il male che mi colpisce e che faccio.

L'unica neopatentata che gira con Guccini a palla, l'unica stupida che crede ancora in qualcosa.

Ok, un po' tragica, ma oggi non è giornata, come sempre, del resto.

Tra problemi più o meno gravi, tra la voglia di spaccare le sbarre che ancora per pochi mesi mi imprigionano al liceo, tra la voglia di sparare a un dio in cui non credo, di annullare tumori e morte, continuo a vivere.
O meglio, a sopravvivere.

Si continua a prendere pezzetti della vita che mi circonda, per dirigersi silenziosamente verso di me.

Ma tralasciamo morte e dolore, e pensiamo a qualcosa di migliore. Anche se al momento non mi viene in mente nulla.

E come se non bastasse la poca vita che mi circonda, mi sommergo di film e libri deprimenti, e il sento di esclusione aumenta.

Dov'è finito il mio sole? Mi accontenterò della Luna.
È pur sempre uno specchio di speranza in un cielo nero.





permalink | inviato da il 21/2/2006 alle 20:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (6) | Versione per la stampa

2 febbraio 2006

Ale..




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